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Vacanze da Sindaco

Se devo raccontare il mio ultimo anno da Sindaco allora ha senso che racconti anche le mie vacanze ma… niente paura, non ho intenzione di pubblicare le mie foto in spiaggia (paura!!!) quanto piuttosto raccontare gli stati d’animo che ogni volta hanno accompagnato e accompagnano le mie "vacanze".

Agosto: basta vacanze a giugno, luglio o settembre. Per partire bisogna sempre aspettare che sia finita la fase più intensa della vita amministrativa comunale, e solo dopo si può partire. Ovviamente solo dopo aver concordato insieme al Vice-sindaco la copertura del "turno". Per fortuna la famiglia è paziente e si adatta.

I temporali: fino al 2013 ho sempre gradito moltissimo i temporali estivi. Dal 2014 invece li vivo con apprensione: vento, grandine, bombe d’acqua possono significare pericoli e problemi, anche grossi. Prima non ci avevo mai pensato, mentre adesso non riesco più a vivere serenamente l’addensarsi delle nuvole, purtroppo sempre accompagnate da, come minimo, il codice giallo della protezione civile.

Le incompiute: ogni volta parto con il pensiero di non aver concluso tutto quello che c’era da fare e allora, per sicurezza, porto sempre il computer con me; con la scusa di cercare sentieri, osterie o spiagge, lavoro sempre un po’ per il Comune, tentando di non farmi scoprire dal resto della famiglia.

Solo Italia: comunque vada le vacanze, quelle lunghe con la V maiuscola, sono sempre in Italia dove, almeno penso, se succede qualcosa posso tornare a casa velocemente. In realtà per fortuna di tornare non c’è mai stato bisogno e i problemi sono sempre stati risolti dal Vice-sindaco, dagli assessori e dal personale comunale.

Il tormento: questo sono io che ogni giorno tormento con una telefonata il Vice-sindaco di turno. Sono partito venerdì pomeriggio, ma già venerdì sera la mia chiamata a Daniel (che quest’anno mi fa da Vice) l’avevo fatta. Mi fido ciecamente dei miei assessori, ma ho il bisogno quasi fisico di tenere tutto sotto controllo.

Il cellulare: in un test fatto nella mostra sulle dipendenze nel 2016 con ATS risultavo già smartphone-dipendente. Non riesco a non controllare le email comunali, i messaggi di whatsapp e purtroppo anche i social, dove le sciocchezze del Paolino (o chi per esso) incombono sempre.

Però, nonostante tutto, me la godo comunque: mare, montagna e giri per l’Italia. Atella, Grosseto e Amandola sono solo tre esempi di città visitate grazie all'esperienza da Sindaco. Chissà se ci sarei mai andato comunque.

Fare il Sindaco rimane un'esperienza fantastica, che qualche (molte) preoccupazione la dà, ma che in cambio ti fa vivere nuove esperienze e conoscere luoghi, gente e valori.

Ne vale la pena, anche in "vacanza"!

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