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Un anno da Sindaco è, per 365 giorni, il Blog dove racconterò tutto quello che succede in un anno da Sindaco: fatti, incontri, emozioni. Un anno che sarà fatto di video, musiche, scritti e dei vostri commenti.

Buona lettura e buon anno insieme!

Michele Cattaneo 

Vacanze da Sindaco

Se devo raccontare il mio ultimo anno da Sindaco allora ha senso che racconti anche le mie vacanze ma… niente paura, non ho intenzione di pubblicare le mie foto in spiaggia (paura!!!) quanto piuttosto raccontare gli stati d’animo che ogni volta hanno accompagnato e accompagnano le mie "vacanze".

Agosto: basta vacanze a giugno, luglio o settembre. Per partire bisogna sempre aspettare che sia finita la fase più intensa della vita amministrativa comunale, e solo dopo si può partire. Ovviamente solo dopo aver concordato insieme al Vice-sindaco la copertura del "turno". Per fortuna la famiglia è paziente e si adatta.

I temporali: fino al 2013 ho sempre gradito moltissimo i temporali estivi. Dal 2014 invece li vivo con apprensione: vento, grandine, bombe d’acqua possono significare pericoli e problemi, anche grossi. Prima non ci avevo mai pensato, mentre adesso non riesco più a vivere serenamente l’addensarsi delle nuvole, purtroppo sempre accompagnate da, come minimo, il codice giallo della protezione civile.

Le incompiute: ogni volta parto con il pensiero di non aver concluso tutto quello che c’era da fare e allora, per sicurezza, porto sempre il computer con me; con la scusa di cercare sentieri, osterie o spiagge, lavoro sempre un po’ per il Comune, tentando di non farmi scoprire dal resto della famiglia.

Solo Italia: comunque vada le vacanze, quelle lunghe con la V maiuscola, sono sempre in Italia dove, almeno penso, se succede qualcosa posso tornare a casa velocemente. In realtà per fortuna di tornare non c’è mai stato bisogno e i problemi sono sempre stati risolti dal Vice-sindaco, dagli assessori e dal personale comunale.

Il tormento: questo sono io che ogni giorno tormento con una telefonata il Vice-sindaco di turno. Sono partito venerdì pomeriggio, ma già venerdì sera la mia chiamata a Daniel (che quest’anno mi fa da Vice) l’avevo fatta. Mi fido ciecamente dei miei assessori, ma ho il bisogno quasi fisico di tenere tutto sotto controllo.

Il cellulare: in un test fatto nella mostra sulle dipendenze nel 2016 con ATS risultavo già smartphone-dipendente. Non riesco a non controllare le email comunali, i messaggi di whatsapp e purtroppo anche i social, dove le sciocchezze del Paolino (o chi per esso) incombono sempre.

Però, nonostante tutto, me la godo comunque: mare, montagna e giri per l’Italia. Atella, Grosseto e Amandola sono solo tre esempi di città visitate grazie all'esperienza da Sindaco. Chissà se ci sarei mai andato comunque.

Fare il Sindaco rimane un'esperienza fantastica, che qualche (molte) preoccupazione la dà, ma che in cambio ti fa vivere nuove esperienze e conoscere luoghi, gente e valori.

Ne vale la pena, anche in "vacanza"!

Bugie, fake news... invidia?

Quante volte ho dovuto perdere tempo per rispondere alle bugie di Magistrali che ancora non ha rielaborato il lutto delle elezioni del 2014?

Da Legnanonews

Facciamone un piccolo elenco, non esaustivo...
- La moschea
- Il campo Rom
- Il malfunzionamento delle pompe del sottopasso
- complotti e corruzioni varie (senza naturalmente mai entrare nel merito...)
- le tre sezioni della scuola materna Ferrario di Rescalda
- i ribassi nell'appalto del verde a una cooperativa di Napoli

Andiamo con ordine per le due bugie di oggi:

La prima: ne arriveranno altri 40

Quaranta? Un numero assolutamente inventato. A Rescaldina ci sono 19 richiedenti asilo e non ce ne possono essere più di diciannove proprio grazie al protocollo firmato con la Prefettura lo scorso anno.

La seconda: o non erano graditi a qualcuno?

Intanto il centro sportivo è chiuso per ferie. A parte il mese di chiusura di dicembre il centro sportivo ha sempre funzionato, dall'inizio dell'anno ad oggi. Non è stata affidata la gestione? Il Comune continuerà ad occuparsene garantendone l'apertura e la fruibilità. Verrà impostata un'altra gara con criteri diversi per favorire la partecipazione.
Scrivere "non erano graditi a qualcuno" è poi una illazione, un lasciare intendere qualcosa di sporco ma qui la gara è stata trasparente e pulita quindi di sporco c'è solo il contenuto del post.

Sarà l'ultima volta che dovrò rispondere alle bugie dell'ex?

Purtroppo credo proprio di no...

Domande e semplici risposte

Anche in agosto e forse soprattutto in agosto, impazzano domande e polemiche sui Social.

Quest'anno, anno di tanti cantieri aperti, non poteva che arrivare qualche domanda e qualche piccola polemica sui tanti lavori in corso.

Nessuno cita, anche perchè si vedono poco, il rifacimento del tetto della scuola elementare di Rescaldina da cui si sta eliminando tutto l'amianto, oppure il rifacimento completo degli spogliatoi della palestra delle scuole medie Ottolini oppure i lavori in corso al campo sportivo di via Melzi.

Come era facile aspettarsi domande e polemiche si incentrano sull'avvio dei lavori della pista ciclabile che collegherà la stazione di Rescaldina con Cerro Maggiore, Parabiago e poi Milano.

Rispondo in modo sintetico ad alcune domande:

Si spendono soldi del comune? No! La realizzazione della pista ciclabile è finanziata da un bando di Regione Lombardia il cui scopo è proprio il collegamento tra i diversi comuni della Regione

Non si potevano prima sistemare i marciapiedi utilizzando gli stessi soldi? Leggendo la risposta alla domanda precedente anche la risposta a questa domanda è semplice. No, perchè i fondi di Regione Lombardia sono finalizzati a quest'opera e non si possono utilizzare per altro.

Fate i lavori d'estate per evitare le proteste dei cittadini? No, i lavori sulle strade si fanno preferibilmente d'estate perchè c'è meno traffico e per impattare il meno possibile sul commercio. La realizzazione delle piste ciclabili è stata ampiamente preannunciata e comunicata anche attraverso assemblee pubbliche con i progettisti.

Perchè non avete comunicato ai commercianti l'inizio dei lavori? La comunicazione è avvenuta con un cartello di cantiere ad inizio via Pellico. Purtroppo non potevamo prevedere con grande anticipo la data esatta di inizio dei lavori perchè esiste sempre un po' di incertezza dovuta soprattutto ai rapporti con le aziende incaricate dell'esecuzione.

Sarà un tratto scollegato dagli altri? Assolutamente no! Proprio il bando regionale prevedeva che non ci fossero interruzioni ma un'unica pista ciclabile da Rescaldina a Parabiago

Ma... poi l'ambulanza ci passa? Certamente sì. Le ciclabili e le strade devono essere a norma. È questo il grande sforza di Vivere Rescaldina di questi anni. Gli investimenti sui marciapiedi lo testimoniano

La pista ciclabile farà diventare la Matteotti a senso unico? No! La pista ciclabile percorrerà un piccolo tratto di via Matteotti fino alla palestra dove svolterà in via Mazzini per raggiungere poi via Battisti

La pista ciclabile servirà ai pendolari? No e chi fa ironia sui pendolari da Rescaldina a Parabiago lo fa sapendo di dire una sciocchezza. La pista ciclabile serve per gli spostamenti nei comuni e tra i comuni. È giusto che Regione Lombardia preveda la continuità tra i percorsi per evitare i tratti di pista ciclabile che non iniziano e non finiscono, triste eredità degli anni passati.

La pista ciclabile sfavorirà il commercio di vicinato? No! Proprio i commercianti hanno chiesto che non ci fosse un percorso ciclabile verso Auchan perchè i loro clienti sono soprattutto clienti di paese che spesso circolano in bicicletta. Non viene tolto nessun parcheggio in corrispondenza degli esercizi commerciali e i nostri concittadini potranno muoversi agevolmente ed in sicurezza soprattutto in quelle vie che fino ad oggi sono sempre state pericolose da percorrere.

Quando termineranno i lavori? I lavori in via Silvio Pellico dureranno ancora almeno due settimane ma non è escluso che si protraggano per la concomitanza del ferragosto. Le prime vie interessate dai lavori saranno via Silvio Pellico, via Gramsci, via Libertà, via Roma, via per Cerro Maggiore. Sarà poi la volta di via Vittorio Veneto, Mazzini, Giusti, Montale, D'Azeglio, De Gasperi, Fermi, La Malfa, Rusconi.

Chi ha pensato a queste ciclabili è un pazzo? Direi proprio di no! Le piste ciclabili che si stanno realizzando guardano avanti. Diversi hotel anche di Legnano e San Vittore, guardano sempre più attentamente ai ciclisti ed al turismo offrendo pacchetti turistici e servizi proprio ai ciclisti e proprio in virtù del collegamento che si sta realizzando tra i nostri paesi e Milano.

Ogni cambiamento non è semplice da vivere soprattutto per chi abita e lavora nelle vie interessate dai cantieri. In questo caso però stiamo percorrendo vie già tracciate e sperimentate da tanti altri paesi molto simili al nostro. Questo è un cambiamento positivo: ci renderà ancora di più comunità, una comunità sicura, una comunità che si muove, una comunità che offre servizi ai suoi cittadini.

Quando si forzano i dati...

...per fare dire loro quello che vogliamo noi.

È quello che è successo nell'ultimo Consiglio Comunale al Consigliere Tripepi in un intervento tuto da ascoltare con la mia replica che potete, se volete, leggere anche qui sotto, dopo il video. Trovo sia davvero brutto utilizzare storie personali per attaccare l'Amministrazione Comunale.

Ecco a voi quanto successo:

Il dato così come presentato nell’interrogazione è fuorviante perché si presentano dati conteggiati più volte forse proprio ad arte per fare sembrare quello che non è: nella interrogazione infatti vengono conteggiate più volte anche le richieste di mobilità presentate dalla stessa persona.
Me ne faccio una ragione ma probabilmente è meglio correggere i dati presentati perché poi sono fuorvianti anche per lei:

Mi permetto qualche specifica:
- una richiesta di nulla osta del 2017 non è una richiesta di mobilità ma di comando presso altra amministrazione pubblica. Il dipendente quindi è ancora dipendente a tutti gli effetti del nostro comune. Tale domanda conteggiata nel 2017 è in realtà del 2015 ma con il dipendente in questione ne parlavamo fin dal 2014, nel 2017 si è però concretizzata la possibilità.
- è stata conteggiata ben 4 volte la domanda di nulla osta della stessa persona.

I dati del 2017 quindi passano da undici richieste a otto e tre nel 2018.

Nessuno vuole scappare dalla barca che affonda anche perché, se come lascia intendere lei, i dipendenti scappassero per le politiche di questa amministrazione sarebbe inutile tentare una mobilità a dieci mesi dalle elezioni che potrebbero portare al cambio di amministrazione. Con i tempi delle mobilità se un dipendente cambiasse per colpa dell’amministrazione da me guidata rischierebbe l’assurdo di vedere approvata la propria domanda di mobilità pochi mesi prima del cambio di amministrazione da cui si scappa.

Evidentemente i motivi sono altri e per comprenderlo basta guardarsi un po’ intorno e guardare un po’ al passato:
- fino al 2016 le mobilità erano bloccate dal Decreto Legge Delrio che prevedeva prioritariamente l’assorbimento del personale degli enti di area vasta.
- le leggi finanziarie bloccavano il turnover per cui si poteva assumere un dipendente ogni quattro pensionamenti, oggi ogni due e grazie al governo Gentiloni dall’anno prossimo ogni uno. Una volta sbloccate le mobilità quindi tutti i comuni, che avevano avuto pensionamenti ma erano nell’impossibilità di sostituirli, hanno aperto bandi per rintracciare dipendenti nelle altre amministrazioni pubbliche perché così vuole la legge. Questo ha provocato un effetto cascata per cui giustamente tutti i dipendenti hanno visto aprirsi prospettive di miglioramento e di avvicinamento a casa.

Ho per questo richiesto alcuni dati ai comuni vicini simili a noi per numero di abitanti e dipendenti:
Un comune qui vicino ha avuto dieci richieste nel 2017 e quattro nel 2018, un altro nel solo 2018 ne ha già avute 5, un altro ancora negli ultimi due anni 12. Si tratta naturalmente di comuni anche di colore politico diverso dal nostro.

- questo porta ad un’altra considerazione: è irrispettoso forzare un po’ i dati come abbiamo visto prima ma lo è ancora di più utilizzare le storie personali dei dipendenti a scopo politico. È indubitabile che qualche dipendente che ha cambiato comune l’abbia fatto perché qui non si trovava più bene ma è altrettanto indubitabile che tanti chiedano la mobilità per ragioni personali.
Diversi dipendenti che hanno fatto richiesta di mobilità abitano lontano da Rescaldina qualcuno impiega anche più di un’ora per raggiungere il nostro comune.

Una nuova scuola dell'infanzia a Rescalda

Una nuova scuola a Rescalda.

È questo il progetto con cui il Comune di Rescaldina partecipa al bando di Regione Lombardia per le ristrutturazioni e l’edificazione di nuove scuole; è questo il progetto secondo il quale si è rinnovata per quattro anni la convenzione con la scuola materna paritaria don Arioli di Rescalda.

Il progetto presentato (la graduatoria dei finanziamenti dovrebbe essere pubblicata l’8 agosto prossimo) vale 2.200.000 euro. Due milioni che speriamo di avere a disposizione (se il bando non dovesse andare a buon fine finanzieremo l’intera opera con un mutuo) per la costruzione di una scuola dell’infanzia moderna, funzionale, energeticamente sostenibile ma soprattutto costruita intorno alle esigenze reali dei bambini  e progettata insieme alle loro docenti che hanno fornito ai progettisti pareri, consigli e punti di vista indispensabili e irraggiungibili per chi non fa il loro lavoro.

Un metodo di lavoro che ha messo al centro la partecipazione proprio di chi vive la scuola e che ha lasciato un po’ di amaro in bocca a chi, il caso del recente comunicato stampa dei Cinque Stelle, è abituato a pensare che Sindaco, Giunta e Consiglieri comunali non siano semplici rappresentanti ma siano “Eletti”, tuttologi, esperti di edilizia scolastica così come di rifiuti, viabilità, didattica, salute…

L’amministrazione di Vivere Rescaldina invece fin dall’inizio ha detto, e lo dimostra con i fatti, che, pur nel rispetto delle prerogative del consiglio comunale, al centro sono i cittadini con le loro esigenze e i loro punti di vista. Ogni cittadino è il massimo esperto, secondo il suo punto di vista, della realtà in cui vive.
Da qui anche la capacità di ascoltare quei 2400 cittadini che hanno dichiarato di essere contrari allo spostamento in via Baita della scuola paritaria, la scuola di don Antonio evidentemente rappresenta un pezzo importante della memoria storica di Rescalda e per questo va rispettata.


A questo si aggiungono anche i preventivi che abbiamo fatto fare: spostare la scuola pubblica nell’immobile della paritaria sarebbe costato ben 1.600.000€  a cui si sarebbero dovuti aggiungere i soldi per la ristrutturazione di via Baita. La scelta quindi di costruire una nuova scuola è la logica conseguenza di quattro parole che sono il fondamento della nostra azione amministrativa: partecipazione, ascolto, oculatezza, ma soprattutto rispetto per tutti i bambini che, l’abbiamo detto fin dall’inizio, hanno diritto di avere a disposizione una scuola bella, moderna, innovativa.

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