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Un momento delicato, difficile, doloroso

 

In questi giorni il nostro paese sta attraversando un passaggio delicato, difficile e doloroso.
È da diverso tempo che, purtroppo, il nome di Rescaldina viene spesso associato a fatti e circostanze negative. Un’immagine che non si merita e che non rende merito ai cittadini rescaldinesi, che sono il vero motore di una città sempre più viva, trasparente e partecipata.
I fatti e le circostanze contestate, se verranno confermate, sono molto gravi, soprattutto perché coinvolgono le sfere della pubblica amministrazione che sono chiamate a dare risposte alle persone più deboli, che più hanno bisogno di sentire la solidarietà di una collettività e il supporto dello Stato. Rinnoviamo pertanto la fiducia nel lavoro della Guardia di Finanza e della Magistratura che sta gestendo il caso.
Un profondo e serio lavoro di squadra, del Sindaco, della giunta, del gruppo consiliare e dell'intero gruppo di Vivere Rescaldina è stato determinante nel permettere, anche negli aspetti formali, di camminare insieme lungo un percorso difficile ma doveroso per le coscienze di tutti noi e per proteggere i cittadini, soprattutto quelli più deboli.
Questo impegno costante non può che nascere da un gruppo forte e coeso come quello di Vivere Rescaldina, unito e inflessibilmente fermo su principi incrollabili come la legalità e la trasparenza; sono queste la condizioni irrinunciabili per continuare sulla strada intrapresa, affinchè Rescaldina possa finalmente cambiare pagina.
È importante però ricordare che questo cambiamento può continuare solo con il supporto di tutta la cittadinanza, che ha il dovere di essere vigile ed attenta su tutto ciò che succede nel nostro paese, sapendo che troverà sempre in chi oggi amministra questo paese un orecchio attento e discreto.
Il cammino è impegnativo, ma continua senza paura con rinnovata speranza e determinazione per costruire, giorno dopo giorno, una Rescaldina dove è bello vivere!

Vivere Rescaldina

4 novembre, giornata delle Forze Armate

 

La festa che celebriamo oggi si celebra in Italia fin dal 1919. È la festa nazionale più longeva, quella che è stata celebrata per più anni consecutivi.

Dal 1919 quindi festeggiamo l'Unità nazionale e le nostre forze armate. Perché proprio il 4 novembre? Perché il 4 novembre è terminata la prima guerra mondiale, terminata con la vittoria dell'Italia che annetteva allora importanti territori nei confini della nostra nazione.

Durante gli anni del fascismo la festa del 4 novembre cambiò nome: il nome di “festa dell'Unità nazionale e delle forze armate” divenne “festa della vittoria” perché ai fascisti interessava di più ricordare la vittoria della guerra. In realtà la guerra è sempre una vera follia e questa in particolare: ogni libro di storia parla di un esercito mal condotto, di generali folli che spesso mandavano inutilmente a morire i loro uomini. È bene ricordarlo, durante la prima guerra mondiale persero la vita 650.000 italiani, 650.000 famiglie in lutto, madri e padri che non rividero più i loro figli, mogli e figli che non rividero più i loro mariti e padri.

 

Biblio+TECA: la grande festa della Biblioteca

Sabato 22 ottobre
ore 11: presentazione del libro “La città sradicata” di e con Nausicaa Pezzoni
a seguire, l'aperitivo organizzato dalla Scuola di italiano per stranieri
ore 15.30: Le case dei pipistrelli: letture per bambini e laboratorio sulle bat box
ore 19: apericena organizzata dalla Scuola di italiano per stranieriore 21: proiezione del documentario “Lesvos” di e con Davide Marchesi

Durante la giornata verrà inoltre inaugurato il nuovo servizio Informagiovani, presso
la Biblioteca, con i seguenti orari: ore 10-12 / 15.30-17

Domenica 23 ottobre
ore 11: intitolazione di una sala della biblioteca ad Emanuele Fontana dell'associazione “La Libreria che non c'è”, con memorie, letture, poesie, canzoni, calembour.
A seguire: pranzo al sacco in biblioteca

A tutti coloro che sottoscriveranno durante la festa la tessera +teca verrà donato un libro a sorpresa

Dai vandali alla Pace

Durante la notte qualcuno ha distrutto le installazioni dei bambini nel Bosco della Pace inaugurato domenica scorsa.

L'inaugurazione è avvenuta alla presenza di tantissimi bambini e genitori che hanno trascorso un pomeriggio di festa e di gioco per intitolare un luogo che i bambini hanno chiesto a gran voce fosse dedicato proprio alla Pace (a questo link la galleria fotografica).

Qui di seguito riportiamo il messaggio del Sindaco ai bambini, un messaggio che vuole fare diventare un gesto inqualificabile una occasione in più  per parlare di Pace.

"Ciao bambine e bambini,
oggi vi scrivo per darvi una brutta notizia: nella notte qualche adulto ha distrutto tutto il vostro lavoro per rendere bello il Bosco della Pace.

So che il primo sentimento dei nostri cuori è un sentimento di rabbia perché qualcuno ha pensato di rompere quanto realizzato con tanta pazienza proprio da voi che siete le persone più importanti di Rescaldina. Non dobbiamo però lasciare che la rabbia sia l'unico sentimento, dobbiamo pensare che quanto successo sia uno stimolo in più per fare bene, per parlare di Pace, sia con gli altri bambini che con gli adulti.
È un po' come in una partita di calcio, quando gli avversari segnano un gol, ci si arrabbia ma bisogna giocare ancora con più convinzione per vincere la partita.

Ecco bimbi, dobbiamo giocare, perché il gioco dimostra ai grandi che le persone con il cuore più grande siete voi, capaci di rispettare le regole, capaci di divertirvi e capaci di rispettare gli altri.

Ve l'ho detto quando abbiamo inaugurato il Bosco della Pace: siete delle ragazze e dei ragazzi eccezionali, nessuno a Rescaldina aveva mai consegnato una raccolta di firme per intitolare un Bosco o un parco proprio alla Pace, ci avete pensato voi e adesso quel bosco è tutto vostro.

Ricordatevi, il sorriso ed il gioco vinceranno su chi non vuole la pace, fate che quel bosco diventi sempre di più casa vostra, andateci, giocate, organizzate le vostre feste, le merende con gli amici!

Giochiamo insieme e facciamo vedere a tutti i grandi che i bambini sanno cos'è la Pace, quella vera, quella con la P maiuscola!"

VIVERE RESCALDINA: il mio punto di vista

La vita di questo gruppo sta nel pronome "noi" che include l' "io". 

Importanti gli atteggiamenti e le modalità degli incontri durante i quali l'io è inserito in un contesto relazionale dove non si cerca il pretesto per mettersi uno contro l'altro, non si sente il bisogno di contrapposizione fra le diverse anime (società civile e tre partiti).

L'individualismo viene inteso come l'affermazione della propria individualità e questo è un bisogno per vivere e non per separarci dagli altri.

Il noi è abitualmente usato perché indispensabile per l'esistenza dell'individualismo inteso come un singolo con nome proprio e caratteristiche proprie e differenti, non migliore o peggiore, ma semplicemente diverso per esperienze, per età, per ambiente familiare, per relazioni, per legami .....

 




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