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Parola d'ordine "unità e pace!"

Pubblichiamo il discorso del nostro Sindaco Michele Cattaneo.

Un'Italia unita, un'Europa unita, capaci di andare oltre l'imbroglio del "prima gli italiani".

Buongiorno a tutti,
grazie per essere qui oggi. Un sentito grazie al personale del Comune, a Marina e Rodolfo, alla Comandante della Polizia Locale Alessandra Dall'Orto, a don Enrico, alla banda, ai docenti e ai bambini presenti.

Celebriamo oggi la giornata dell'unità nazionale e delle forze armate.

È Festa delle Forze Armate e così ogni anno ricordo con affetto e profonda gratitudine il lavoro dei carabinieri della nostra caserma. Guidati dal Luogotenente Dogliotti che oggi non può essere con noi e dal suo vice Maresciallo Mittica si impegnano ogni giorno, in collaborazione con la nostra Polizia Locale, per assicurarci sicurezza e tranquillità. Dicevo recentemente ad un giornalista che probabilmente in provincia di Milano nessuna caserma di queste dimensioni supera la nostra per numero di fogli di via e per controlli su chi frequenta la nostra stazione e chi vuole delinquere nel nostro territorio.
I nostri Carabinieri sono però ben più che repressione: sono vicinanza, accompagnamento, incontro.
Giusto per fare un esempio proprio mercoledì saranno presenti a Rescalda con la comandante Dall'Orto per incontrare gli anziani e aiutarli a difendersi dalle truffe di cui purtroppo spesso sono vittime.
Di tutto questo, ancora una volta vi sono profondamente grato!

Il 4 novembre abbiamo detto è Festa delle Forze Armate ed è anche la giornata dell'unità nazionale perché al termine della Prima Guerra Mondiale i confini italiani hanno trovato la loro forma quasi definitiva.
Il 4 novembre infatti ricordiamo anche la vittoria della Prima Guerra mondiale. Negli anni del fascismo si chiamava Festa della Vittoria, oggi non si chiama più così perchè oggi più che la vittoria  celebriamo  la fine di un conflitto che ha incendiato l'Europa causando milioni di morti. Pensate che partirono per il fronte più di un terzo degli uomini, immaginiamoci adesso di vedere sparire uno ogni tre di noi, magari il nostro papà, nostro fratello o un nostro amico senza sapere se mai lo rivedremo vivo.
La guerra è invasiva, non si ferma al fronte ma ha conseguenze gravissime sia sui paesi toccati direttamente dalle battaglie che sulle città magari lontane dai luoghi dei combattimenti. Nelle nostre città si faceva la fame, l'economia nazionale era distrutta, furono 1.200.000 i morti e ancora di più i feriti.
Una guerra dalle cause lontanissime e complicate che però trovano sintesi nei nazionalismi e nella volontà di alcune nazioni di predominare sulle altre relegandole in seconda fila.

“America First” l'America prima, oppure il nostro casereccio “prima gli italiani” non sono altro che il messaggio che qualcuno deve per forza venire prima degli altri. Ma questo è un inganno se qualcuno vien prima ci sarà per forza un secondo o un terzo che vorranno a loro volta essere primi… e poi chi decide chi deve venire prima? Il più forte? Il più ricco?
È la risposta a queste domande che genera i conflitti non solo tra gli Stati ma anche nelle nostre famiglie, nelle classi di scuola, nel nostro paese, in Italia e nel mondo.
Anche la seconda guerra mondiale poi troverà le sue cause negli iniqui e ingiusti trattati di pace seguiti al 4 novembre. Nazioni schiacciate da altre nazioni che non vedono l'ora della vendetta, della riscossa o che vogliono mantenere il loro predominio e quindi ecco il nazismo in Germania, il fascismo in Italia, in Spagna…

Usciti distrutti dalla prima guerra mondiale e ancora peggio dalla seconda ecco però un raggio di sole. I governi dei paesi europei hanno una intuizione: danno vita alla Comunità Economica Europea che poi sarà uno dei pilastri dell'unione Europea.
La bandiera che consegniamo oggi alle scuole riporta dodici stelle che brillano nel cielo blu. Le stelle sono in cerchio perché il cerchio è simbolo di unità ma anche della equidistanza dal centro, nessuno è più avanti degli altri.
Non c'è quindi nessun “prima gli italiani” oppure “prima i tedeschi” o “prima i francesi” ma c'è un prendersi per mano, mettersi in cerchio, discutere alla pari per cercare le soluzioni.
Una intuizione che ha portato all'Europa 70 anni di pace, quasi nessuna delle persone presenti in questa piazza infatti ha mai vissuto una guerra.

Oggi questa pace sembra vacillare, “prima gli italiani”, “prima gli ungheresi”, “prima gli inglesi” sono slogan che non lasciano presagire nulla di buono: perchè o camminiamo tutti insieme nella stessa direzione oppure prima o poi ci scontreremo, è matematico, è scontato che succeda.

L'Europa può e deve migliorare, deve essere sempre di più l'Europa degli uomini, della Politica al servizio dell'uomo e sempre meno l'Europa dell'economia. L'Europa deve migliorare ma oggi, nella semplificazione degli slogan, l'Europa sembra essere diventata il nemico da cui guardarsi e non la nostra casa comune. Se una casa ha bisogno di lavori di sistemazione va riparata, va sistemata, non va abbattuta per poi litigare su come ricostruirla e per poi disperdersi in tante casette diverse.
Se è in pericolo l'Europa è in pericolo la pace.

Forse allora, come dice il Prof. Restelli oggi su Legnano News, il 4 novembre deve diventare un giorno di meditazione, di silenzio, di riflessione per imparare a conoscere una delle peggiori tragedie che l'umanità ha vissuto.
Non lasciamo, lo diciamo tutti gli anni, che i nostri morti siano morti invano, facciamo in modo che non succeda di nuovo quello che è successo.
Se ognuno guarda il suo piccolo senza sentirsi parte di una comunità non potremo che rivivere quanto già successo nei conflitti mondiali, stringiamoci invece tutti insieme, ribelliamoci a chi pensa all'Italia grande a discapito degli altri, sappiamo che questa è una strada senza uscita.

Viva l'Unità, viva la pace!

Migranti a Rescaldina: ecco chi sono e cosa fanno

da SempioneNews

In esclusiva l'intervista ai richiedenti asilo a Rescaldina e agli educatori della Fondazione Somaschi Onlus: dal bando Sprar ai protagonisti dell'integrazione. La storia di chi ha attraversato il mediterraneo, i loro sogni per il domani passano da Rescaldina.

Dopo l'ultimo consiglio comunale è chiaro: Rescaldina parteciperà al bando SPRAR nel 2019. Questa notizia ha scosso le acque in paese: in molti si sono lamentati di possibili nuovi arrivi di migranti: Le questioni sollevate sono semplici: chi sono questi migranti? Perché vengono a Rescaldina? E soprattutto, potrebbero rappresentare un problema? Noi di SempioneNews abbiamo voluto conoscere i richiedenti asilo già presenti a Rescaldina, i loro educatori, la loro storia e le loro speranze.

È fondamentale però fare prima un passo indietro. Nel 2012, con la giunta guidata dalle'ex Sindaco Paolo Magistrali, Rescaldina ha aperto le porte ai migranti, da allora però il processo di integrazione si è evoluto e con l'adesione allo SPRAR e la firma del protocollo con la Prefettura nessun altro richiedente asilo potrà arrivare a Rescaldina oltre ai 19 previsti, neanche in appartamenti privati. Quindi la buona notizia per chi teme "l'invasione" è che il numero di migranti a Rescaldina rimarrà pressoché invariato: ad oggi in paese sono presenti 18 persone in attesa di una risposta legale riguardo il loro status, gli stessi (o quasi) presenti dal 2014, quando sono arrivati dal cento di via Quasimodo di Legnano e dei quali nessuno sembra essersi mai accorto, al punto che c'è chi si preoccupa oggi del loro arrivo.

The wall - Un muro su cui scrivere

Ogni tanto sentite il bisogno di scrivere il vostro messaggio su un muro in modo che tutti lo leggano? Volete gridare al mondo quello che pensate?

Vivere Rescaldina, da sempre un passo avanti nell'ascoltare la gente, ha deciso di lasciarvi  letteralmente "carta bianca", avete tutto un muro a disposizione per scrivere ciò che pensate di questi anni di amministrazione targata Vivere Rescaldina, per criticare, lodare, suggerire.

Non è necessario registrarsi per scrivere sul nostro muro virtuale perchè il nostro muro  è il posto dove si possono scrivere in piena libertà i propri messaggi ed anche i propri desideri!

Come vorresti la Rescaldina del 2024?Più parcheggi? Più iniziative culturali? Più sport? Da oggi qui puoi scrivere di tutto e puoi aggiungere un "mi piace" o un "non mi piace" ai messaggi e alle idee degli altri.

Noi ne faremo tesoro per l'oggi ma soprattutto per il domani!

Costruiamo insieme il futuro di Rescaldina

Per iniziare a scrivere clicca su questa frase o sull'immagine in alto!

Magistrali: a Rescalda nessuna necessità di una scuola materna

Il consigliere Magistrali si dichiara contrario a creare una nuova scuola materna per i bambini di Rescalda.

 

Dimentica o non sa che:

  • la sezione primavera non era a Rescalda ma alla Ferrario di Rescaldina
  • le sezioni della scuola materna Ferrario di Rescalda sono quattro e non tre
  • non ci sono risultanze di avere bisogno di due sole sezioni nei prossimi anni
  • costruire una nuova scuola non equivale a costruire tre locali come da lui affermato
  • l'idea della scuola non è imposta dal parroco e pensarlo è una sciocchezza

A questo punto possiamo tranquillamente affermare che Magistrali

  • non ha mai visto nei suoi 15 anni di giunta la necessità di una scuola materna
  • non ha mai letto le lettere dei genitori e dei bambini

Evidentemente Magistrali e tutta la sua lista vivono fuori dal mondo, soprattutto fuori dal mondo rescaldese.

Vivere Rescaldina invece vive nella realtà, la interpreta e soprattutto dà le risposte necessarie senza nascondersi dietro alle convenienze politiche.

 

2 giugno 2018 - Il discorso

Riportiamo il discorso del Sindaco Michele Cattaneo in occasione della cerimonia di consegna delle costituzioni di questa mattina.

Al link è possibile leggere la pagina di diario del Blog "Un anno da Sindaco" con un video del discorso e gli auguri di Matteo Darmian.

La parte prima della costituzione “diritti e doveri dei cittadini” si chiude con l’art. 54 che quasi a suggello chiude con il dovere sommo, quello più importante:  

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi

Articolo così importante che che quando i cittadini stranieri chiedono di diventare cittadini italiani (e i nuovi cittadini che sono qui con noi oggi lo sanno bene) giurano davanti al Sindaco dicendo “giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la costituzione e le leggi dello stato”. Senza questo giuramento non si può diventare cittadini italiani.

Questo quindi è il dovere fondamentale di tutti i cittadini ma perché è per noi DOVERE osservare la Costituzione, non possiamo scegliere cosa osservare ed adattarne i contenuti per ciascuno di noi?

Ma poi, ai giovani, quanto interessa della Costituzione?

Ieri, googolando un po’ ho trovato che la malattia dei giovani è l’indifferentismo, quante volte volte voi ragazzi venite accusati di essere superficiali, indifferenti, svogliati? Alzi la mano chi non se lo è mai sentito dire…

Beh sapete una cosa? Ho cliccato sul link e ho scoperto che l’accusa di indifferentismo a cui si riferiva Google è del 1955.

La verità, diciamocelo, è che gli adulti si sono sempre più o meno lamentati dei giovani ed ammettiamolo non è che spesso gli adulti diano a voi giovani uno spettacolo molto edificante.

Adulti che mentono sapendo di mentire, che dicono tutto ed il contrario di tutto, politici neo-eletti che dicono una cosa e dopo qualche giorno dicono l’esatto contrario perché tanto nell’era dell’informazione veloce poi ci si dimentica tutto, mancano di rispetto a noi ma soprattutto mancano di rispetto a voi giovani. Perchè soprattutto a voi? Perchè si assumono la responsabilità gravissima di abituarvi a credere che per fare le cose bisogna avere sempre un tornaconto, che chi si occupa di politica, di Cosa Pubblica lo fa sempre con un secondo fine.
Quante volte rispetto al mondo della politica avete sentito dire o detto “tanto sono tutti così?”.
Cosa può pretendere da voi giovani un mondo adulto che vi da questi esempi?

Invece ragazzi, credetemi, gli adulti hanno bisogno di una vostra decisa tirata d’orecchi, hanno bisogno che li mettiate di fronte ai limiti e soprattutto ai compromessi a cui a volte scendono tradendo quel dovere di cittadini di cui parlavamo prima.

Torniamo un attimo al “dovere” di cui parlavamo prima: perchè tutti, grandi e piccoli, abbiamo il dovere di essere fedeli alla Repubblica e alla Costituzione?

Provo a spiegarlo con le parole di un discorso di Calamandrei che nel 1955 parlava di indifferentismo e diceva così:

“Nella Costituzione parlano Grandi voci lontane, grandi nomi lontani… Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti!ù
Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta.”

Tutte le grandi primavere, tutte le rinascite nel mondo hanno avuto per protagonisti i giovani.
I giovani sono sempre stati capaci di azioni coraggiose, di andare più in là, di riuscire a non fermarsi davanti ai “se” e ai “ma”.
Non fateci mancare la vostra freschezza, il vostro coraggio, la vostra capacità di giudizio, la vostra capacità di critica anche feroce. Insistete con noi, non datevi per vinti, il mondo si può cambiare davvero, il mondo si deve cambiare davvero ma possiamo farlo, fidatevi, solo con voi! 

 




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