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Un solo giro

In tanti me l’hanno chiesto ed è ora di dare alcune risposte. Preferisco scriverle qui, nel Blog che racconta il mio ultimo anno da Sindaco, in modo che siano chiare ed inequivocabili.
Ho scelto per questo post la caricatura che mi ha accompagnato in tutta la campagna elettorale del 2014 perché proprio da lì dobbiamo partire.


Partiamo da lì proprio perché la decisione era già presa allora.
Era il 24 ottobre 2013 quando Vivere Rescaldina ha deciso di candidarmi per diventare Sindaco. Tra le condizioni che avevo posto per accettare la candidatura (se volete conoscere anche le altre ve le racconto in un altro post) c’era quella che lo avrei fatto “per un solo giro”; mi ricordo che avevo usato proprio queste precise parole. La decisione quindi era già stata presa prima della campagna elettorale del 2014, senza sapere se avremmo vinto le elezioni e come sarebbe stata poi l’avventura da Sindaco.
Un’avventura bellissima, intensa e vissuta insieme ad una squadra eccezionale (giunta, gruppo consigliare e Vivere Rescaldina intera) che poi in effetti si è rivelata molto più di quello che mi aspettassi, in tutti i sensi.


Dal 26 maggio 2014 in effetti di cose ne sono successe tante, anche avvenimenti che non ci saremmo mai immaginati, che ci hanno messo di fronte a scelte difficilissime e che penso abbiano cambiato me e tutti noi. Sarebbe quindi oggi comprensibile scegliere di non ricandidarsi per una serie di motivi: perché questi anni sono stati troppo difficili, oppure perché fare il Sindaco è una cosa che ti occupa ogni spazio di tempo ed ogni spazio mentale (anche le notti e le vacanze, purtroppo), oppure ancora perché fare il Sindaco è un’esperienza che ti cambia (dentro e fuori) non solo perché sono ingrassato, ma anche perché cambia inevitabilmente i rapporti con le persone, quasi sempre in meglio ma purtroppo, a volte, anche in peggio.


Tutto vero, ma le ragioni di non ricandidarmi non stanno qua, e sono ancora più semplici: la prima è che mi piace e mi manca il mio lavoro di insegnante!
La scelta di fare il Sindaco a tempo pieno è stata vincente e mi ha dato la possibilità di dedicarmi totalmente al Comune, ma allo stesso tempo mi ha allontanato dalla professione che è anche una mia passione: mi piace stare in compagnia dei ragazzi, appassionarli, vederli crescere, trasmettere loro qualcosa e lasciarmi istruire da loro. La preadolescenza è un’età particolare, piena di sfide e anche di pericoli di cadute: per un educatore è un ambiente di lavoro bellissimo ed entusiasmante!
Tornando al 24 ottobre 2013 quindi, pur non sapendo come sarebbero andate le elezioni e come sarebbe stata l’eventuale esperienza da Sindaco, sapevo che mi sarebbe mancata la mia professione e che dieci anni lontano da scuola sarebbero stati troppi. In dieci anni cambia il mondo ed i ragazzi con il mondo: dopo così tanti anni sarei stato ancora capace di fare di nuovo il mio lavoro?
E se poi dopo dieci anni non mi fossi più trovato a fare il prof.? Qui sta la seconda ragione: credo che non sia giusto “vivere di politica”; la politica non dovrebbe sostituire il lavoro per troppo tempo: se la politica viene vissuta come “servizio per la comunità”, ogni politico dovrebbe avere un posto di lavoro ed una propria professionalità, una vita dove tornare. Quando la politica si trasforma in “lavoro” rischia di mettere in moto tutti quei meccanismi che fanno passare da un posto all’altro, da un incarico all’altro pur di “garantirsi una poltrona”, rischiando di falsare, e dimenticare, lo spirito di servizio che dovrebbe contraddistinguere sempre e comunque l’impegno politico.
Nel mio caso, inoltre, l’aver già deciso fin dall’inizio di non ricandidarmi mi ha permesso in questi anni anche di non cedere a facili tentazioni di prendere decisioni “a fini elettorali”, mantenendo il timone sempre ben fermo verso la rotta della tutela dell’interesse pubblico tracciata già nel 2014.

Sono quindi sereno e pronto ad un passaggio del testimone. Il primo dicembre presenterò il nuovo candidato sindaco di Vivere Rescaldina: una persona che ha passione, voglia, entusiasmo e tutte le capacità per proseguire l’avventura che abbiamo iniziato.
Il 30 novembre 2013 dicevo in piazza che sarei stato, più che il bomber, l’allenatore della squadra. E così è stato in questi fantastici anni. La squadra di Vivere Rescaldina in questo periodo si è allenata ed è cresciuta passo dopo passo: una squadra forte che, fidatevi, ha tutti i numeri per proseguire sul percorso tracciato, guidata da un fuoriclasse che saprà lavorare al meglio con un gruppo di persone che in questi anni hanno dimostrato tutte le loro qualità!
Arriverà anche il momento di ringraziare tutti uno ad uno.

Per ora rimettiamoci in cammino: Rescaldina ha ancora bisogno di Vivere Rescaldina per continuare a camminare e dimostrare che #abbiamomoltoincomune!




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