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Anche Rescaldina sottoscrive il protocollo con la prefettura

Nel corso dell’ultimo anno l’afflusso di cittadini stranieri, richiedenti protezione internazionale, non ha fatto che aumentare. Le condizioni di instabilità - ove non di conflitto aperto -, che tristemente caratterizzano la situazione attuale dell’area mediterranea e mediorientale, sono la principale ragione di questa vera e propria emergenza internazionale. La doverosa risposta delle Nazioni europee è indicata nella Dichiarazione dei Diritti Umani che, all’articolo 14, recita che ogni individuo “ha il diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni”. L’Italia, per via della propria posizione geografica, è crocevia dei flussi migratori e, negli ultimi anni, sta cercando di far fronte a questa emergenza. È inevitabile che anche il territorio dell’Alto milanese faccia la propria parte.

La redazione del protocollo d'intesa è iniziata oltre un anno fa con l'allora Prefetto Marangoni  coinvolgendo le amministrazioni dei 22 comuni dell'area omogenea dell'Altomilanese. La discussione si è svolta lungo un intero anno a causa della contemporanea discussione tra ANCI e il Ministero dell'Interno sul medesimo argomento.

In diversi momenti si è discusso dell'argomento sia in Consiglio Comunale che su Partecipare il periodico comunale. Il Sindaco ha informato i capigruppo di maggioranza ed opposizione chiedendo loro un contributo nella prima redazione del protocollo e informandoli anche dell'ultima stesura all'inizio di maggio.

Riteniamo, insieme agli altri sindaci firmatari, che il protocollo per l’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale sia contraddistinto da una gestione equilibrata, sostenibile e diffusa degli stranieri in arrivo. Ogni Comune è chiamato a collaborare con le associazioni di terzo settore e le organizzazioni con finalità sociali, nella ricerca di abitazioni da destinare ai richiedenti protezione internazionale. La rete che si verrà così a creare sarà utile per la gestione di tutto il progetto. L’idea alla base del protocollo è di non sovraccaricare i singoli Comuni, affidando loro gruppi  di profughi etnicamente omogenei e di numero contenuto.
Nel comune di Rescaldina l'esperimento è già iniziato nel gennaio scorso, come a suo tempo comunicato in Consiglio, con l'accoglienza di 10 richiedenti asilo suddivisi in tre appartamenti sul territorio.

Sottoscrivendo con la Prefettura di Milano il Protocollo per l’accoglienza di cittadini stranieri il comune di Rescaldina sceglie di essere protagonista del progetto, evitando decisioni arbitrarie degli Enti superiori. L’azione propositiva e collaborativa delle Amministrazioni comunali è già foriera di garanzie per le comunità locali: anzitutto il numero di richiedenti che sarà accolto è abbattuto del 50% rispetto a quello concordato da ANCI e Ministero dell’Interno (19 invece di 38). In secondo luogo, i Comuni aderenti ricevono garanzia dal Prefetto Luciana Lamorgese di non essere inclusi in futuri bandi per l’assegnazione di profughi. Attraverso questo progetto si scongiura anche la creazione di ampi agglomerati di cittadini stranieri in ex caserme o altri grandi plessi in disuso.

I numeri contenuti e la provenienza omogenea dei gruppi accolti, uniti alla fitta rete di collaborazione con le associazioni del territorio, sono ulteriori garanzie di sostenibilità del progetto.
I Comuni non avranno a loro carico alcuna spesa aggiuntiva e, anzi, potranno coinvolgere i cittadini stranieri ospitati in progetti di lavori di pubblica utilità.

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