Una scuola per tutti i bambini di Rescalda

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Il titolo di questo articolo sarebbe potuto benissimo essere il pensiero di don Antonio quando ha fondato la scuola materna di Rescalda, quella stessa scuola materna che oggi impedisce di fatto ad alcuni bambini di potere frequentare la materna nella loro Rescalda.
Lo stabile di proprietà pubblica che infatti potrebbe accogliere più di 100 bambini accoglie oggi una quarantina scarsa di bambini rescaldesi che si iscrivono alla scuola privata. Gli altri bambini invece frequentano le quattro sezioni della scuola pubblica situate “provvisoriamente” nel 2002 all’interno della scuola primaria utilizzando spazi adattati in fretta e furia alla presenza dei piccoli e sottraendo di fatto ai bambini delle elementari spazi per laboratori e attività didattiche. Sono stati gli stessi genitori di Rescalda infatti che hanno chiesto a gran voce al Comune una soluzione definitiva: i bambini non possono più stare in una struttura che, giusto per fare qualche esempio, ha solo quattro bagnetti adatti ai più piccoli e deve condividere la stanza della nanna con l’aula LIM della scuola primaria.
L’amministrazione, convinta che i genitori scelgano la scuola materna privata per la particolare offerta formativa, ha così sondato la disponibilità al trasferimento in una struttura da ristrutturare preventivamente a spese del comune e poco lontana; la risposta è arrivata da Marco Raimondi nell’articolo della foto che apre questo pezzo: "la scuola privata non si sposta, piuttosto chiude". Perchè si è così sicuri che i genitori non seguano la particolare offerta formativa della scuola cattolica anche in un altro stabile?
Vivere Rescaldina non vuole (e non ne avrebbe neanche il potere) chiudere nessuna scuola ma, amministrando Rescaldina, ha il diritto ed il dovere di gestire le strutture pubbliche e di garantire l’istruzione a tutti i bambini che abitano il paese.
Nell’articolo citato si dice che lo stabile di via Baita (fino ad agosto 2016 centro Prima Infanzia e Centro Famiglie) è stato abbandonato per la presenza di amianto: l’affermazione è falsa e fa sorridere che la faccia l’Assessore ai lavori pubblici che aveva di fatto deciso la sistemazione provvisoria dei bambini nella primaria nel lontano 2002: lo stabile è gemello dello stabile che ospita la biblioteca. L’amianto è perfettamente sigillato nelle intercapedini delle pareti e la ristrutturazione, tra le altre cose, servirebbe proprio a rendere ancora più sicura una situazione che oggi già lo è.
Sempre lo stesso Raimondi suggerisce di abbattere lo stabile di via Baita e di ricostruirlo grande a sufficienza per ospitare la scuola pubblica lasciando la privata lì dov’è. Potrà la Corte dei Conti giustificare un comune che costruisce uno stabile per una scuola quando è già in possesso di uno stabile sufficientemente grande, occupato da un privato? Soprattutto considerando che la scuola privata non è più necessaria a garantire una scuola per tutti come agli inizi. I 40 bambini di Rescalda e Rescaldina che frequentano la privata infatti troverebbero tranquillamente posto nelle materne pubbliche del territorio.
Vivere Rescaldina vuole semplicemente realizzare il desiderio che a Rescalda si insegue da quasi cento anni: una scuola libera, bella, gratuita, per tutti.

Si veda anche su Legnanonews il comunicato dell'Amministrazione Comunale